IL MALATO IMMAGINARIO

Comunicato Stampa
 
Giovedì 23 marzo l’ultimo appuntamento della prosa: la compagnia Arca Azzurra Teatro porta in scena il celeberrimo testo di Molière
“IL MALATO IMMAGINARIO” DIRETTO DA UGO CHITI CHIUDE “LA CITTÀ A TEATRO 2016/2017” AL TEATRO DI MIRANO
Biglietti esauriti in prevendita. La sera di spettacolo la biglietteria apre alle ore 20:00 per la vendita dei posti che dovessero eventualmente liberarsi. Presente in foyer Amnesty International per la campagna “Mai più spose bambine”

(Mirano VE – 21.03.2017) – Sarà un classico della drammaturgia a chiudere l’edizione 2016/2017 de “La Città a Teatro”, la stagione di prosa del Teatro di Mirano: giovedì 23 marzo (ore 21.00) la compagnia Arca Azzurra Teatro presenta infatti “IL MALATO IMMAGINARIO” di Molière diretto da Ugo Chiti. “IL MALATO IMMAGINARIO” è esaurito in prevendita, ma a partire dalle ore 20:00 la biglietteria del teatro sarà comunque aperta per il ritiro dei biglietti acquistati on line e per la vendita di posti che dovessero eventualmente liberarsi.

Lo spettacolo è presentato da Arca Azzurra Teatro con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Regione Toscana e il Comune di San Casciano Val di Pesa. Adattamento, ideazione dello spazio e regia sono di Ugo Chiti; i protagonisti in scena sono Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Massimo Salvianti, Lucia Socci, Gabriele Giaffreda ed Elisa Proietti. Assistente ai costumi è Dagmar Elisabeth Mecca; le luci sono di Marco Messeri, le musiche di Vanni Cassori, gli arredi di scena di Francesco Margarolo. Alice Bachi è l’aiuto regia.

Scrive la compagnia: “Dopo trent’anni tondi di attività, dopo aver segnato con alcune produzioni di grande rilievo su testi di Ugo Chiti il cammino della drammaturgia italiana contemporanea, e allo stesso tempo dopo aver onorato alcuni appuntamenti ineludibili con quei “classici” più vicini alla natura e alla poetica del gruppo e del suo Dramaturg (da Machiavelli al Decameron, da Sem Benelli al Pinocchio attualmente in distribuzione), gli orizzonti della compagnia necessitano di una apertura verso panorami meno frequentati e più sghembi, verso testi e autori che appartengono al repertorio teatrale universale, con quei classici che possano comunque parlare al nostro quotidiano come e meglio di un’opera contemporanea. (…) Per questo incontriamo Molière e il suo Malato immaginario con spirito aperto e disponibilità piena oltre che con rispettosissima umiltà, ma anche con l’entusiasmo verso un testo, un intreccio ricchissimo e di un’attualità quasi disarmante, verso una di quelle rare commedie divenute ormai qualcosa di più di un classico, di fronte a personaggi diventati veri e propri archetipi.

Dire che IL MALATO IMMAGINARIO come tutti i classici parla apertamente all’oggi è quasi una banalità, ma certo l’ossessione ipocondriaca di Argante, la sua bulimia medicinale ci sembrano paradigmatiche di atteggiamenti apertamente contemporanei, come del resto la sua vulnerabilità ai raggiri degli esperti e dei dottori, che sono senza dubbio caratteristica della nostra società dove abbondano millantatori e maghi, ma dove i rimedi sono spesso peggiori dei mali”.

Dalle note di regia di Ugo Chiti: “IL MALATO IMMAGINARIO è l’ultima irridente commedia di Molière (la morte lo coglierà dopo una recita siglando una specie di assoluta irripetibile metaforizzazione del ruolo attore-autore). Farsa-commedia, intrisa di realismo dove i personaggi si muovono sulla ritmica dell’intreccio comico occhieggiando alla “commedia dell’arte” senza tralasciare, dietro il risibile, quella seconda lettura d’ombra che lascia intuire la natura più sinistra di figure inquiete; caratteri teatrali che sfiorano il tragico con un ghigno divertito di maschere comiche.
Adattamento e regia cercano questa doppia, obliqua lettura necessaria in un testo “contaminato” da molteplici segni teatrali, dove a differenza, per esempio, dell’assoluta “purezza” drammaturgia del Misantropo, convivono insieme pantomime metafisiche e amare riflessioni sulla natura dell’uomo”.

Prima e dopo lo spettacolo, il foyer del teatro di Mirano ospita i dialogatori di Amnesty International per la campagna “Mai più spose bambine”, contro il fenomeno dei matrimoni a cui vengono costrette nel mondo ogni anno circa 15 milioni di bambine e donne sotto i 18 anni.

La Stagione è promossa dal Comune di Mirano, in collaborazione con La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale, Circuito Teatrale Regionale Arteven, Regione del Veneto, Città Metropolitana di Venezia, Ministero dei Beni e Attività Culturali, Commissione Pari Opportunità del Comune di Mirano. La stagione aderisce alla “Campagna 365 giorni NO” alla violenza contro le donne, e il cartellone dedicato alle famiglie aderisce a “Mirano città delle bambine e dei bambini”.

INFO > Ufficio Teatro
tel. 0414355536 – info@miranoteatro.it
teatrodimirano.wordpress.com
www.miranoteatro.it
www.arteven.it

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