MISERIA & NOBILTA’

Giovedì 30 novembre Elsinor Centro di Produzione Teatrale racconta una storia tipicamente italiana tratta da uno dei testi più celebri della modernità
 “MISERIA & NOBILTÀ”: LA GRANDE FARSA OTTOCENTESCA RILETTA DA SINISI PER ELSINOR AL TEATRO DI MIRANO
Ancora pochi posti disponibili

(Mirano VE – 28.11.2017)  –  Nuovo appuntamento con la rassegna di prosa del Teatro di Mirano: giovedì 30 novembre, alle ore 21.00, la compagnia Elsinor Centro di Produzione Teatrale presenta “MISERIA & NOBILTÀ”, diretto da Michele Sinisi, all’interno del cartellone de “La Città a Teatro”. Sono disponibili ancora pochi posti.

“MISERIA & NOBILTÀ”, tratto dal testo ottoscentesco di Eduardo Scarpetta, è diretto da Michele Sinisi, che lo ha scritto insieme a Francesco M. Asselta. La produzione è di Elsinor Centro Di Produzione Teatrale. Protagonisti in scena saranno Diletta Acquaviva, Stefano Braschi, Gianni D’addario, Giulia Eugeni, Francesca Gabucci, Ciro Masella, Stefania Medri Giuditta Mingucci, Donato Paternoster, Michele Sinisi e Bruno Ricci.  Domenico Ingenito e Roberta Rosignoli sono gli aiuti alla regia, le scene sono di Federico Biancalani, i costumi di Gdf Studio; aiuto costumista è Aram Avetikyan.
Lo spettacolo ha vinto il Premio ANCT 2016 (Associazione Nazionale Critici di Teatro), ed è stato finalista al Premio Hystrio Twister 2016.

Reinterpretando uno dei testi più celebri della modernità, Michele Sinisi racconta una storia tipicamente italiana, attuale sia dentro che fuori la scena. Scrive la compagnia: “È la storia di un povero squattrinato che, costretto a vivere di espedienti per rimediare a fatica un tozzo di pane, dà vita a una fitta tessitura di trovate dialogiche e di situazioni che rappresentano la summa dell’arte attoriale italiana e di quanto di meglio la storia del teatro (in particolare quella napoletana) abbia prodotto nel tenere il pubblico inchiodato alla sedia.

Lo scrivano Felice Sciosciammocca e il suo amico Pasquale sono due poveracci che vivono alla giornata. Senza uno spicciolo in tasca e affamati, i due amici e le loro famiglie vengono ingaggiati dal marchesino Eugenio perché si fingano suoi nobili parenti presso la casa del futuro suocero, un cuoco arricchito, con lo scopo strappare il consenso al matrimonio. Colpi di scena ed equivoci renderanno le cose più complicate e nulla andrà secondo i piani.
Nella messa in scena di Sinisi, la farsa di Scarpetta si libera dal napoletano e con l’uso di diversi dialetti gioca a rappresentare realtà e finzione facendo leva sulle suggestioni evocate da questo testo.
Come una canzone pop il cui ritornello potrebbe essere ripetuto all’unisono da tutta la platea, i dialoghi e le scene di Miseria&Nobiltà sono un vero e proprio collante sociale, la ripetizione di un rito collettivo che unisce e diverte. Questo avviene senza dimenticare il lascito del cinema e la potenza espressiva che questo veicola, il grande schermo bianco che compare in scena ne è la prova più efficace. Si aderisce all’originale sì, ma tradendolo continuamente, in un gioco continuo di partiture teatrali tra le più interessanti per un qualsiasi attore che decida di misurarsi con il palcoscenico”.

Racconta Michele Sinisi: “C’è tutta una grande strada, molto bella con cui noi attori cerchiamo in prova e in replica di sistemarci addosso le parole e le azioni, e contemporaneamente ce n’è un’altra attraverso la quale le storie le raccontiamo riconducendole totalmente a noi stessi o anche generandole a partire proprio da noi. Ogni possibilità sottende comunque il fatto che la nostra umanità sia la vera protagonista della scena, che ci siano o no maschere, testi, le emozioni o le interpretazioni, in presenza o meno di struttura, il dramma anche nel suo rifiuto finisce per farsi sentire, in forme imprevedibili si spera. Beh, per fare tutto ciò resta il fatto che in scena bisogna starci ed è praticamente sicuro che il tutto bisognerà ripeterlo per qualche altra recita, mi auguro: bisogna recitare, da qui non si scappa, se sei a teatro. In alternativa la vita nella verità è più forte e schiaccia la presunzione.

La farsa MISERIA E NOBILTÀ è uno degli spartiti teatrali più affascinanti che un attore possa incontrare. È un fatto già conosciuto. Il dramma di questo testo sta nel suo percorso storico con le facce, le maschere, dei grandi interpreti del passato. Alcuni passaggi del testo sono un collante sociale: Mito. Tutto questo per me è Miseria e Nobiltà. È un dramma che sta contemporaneamente dentro e fuori la scena, un po’ come stare dentro e fuori dal personaggio, o da se stessi: è miseria e nobiltà del mestiere del vivere recitando”.

I biglietti sono disponibili sia in biglietteria del Teatro di Mirano sia on line su www.vivaticket.it by Best Union con diritto di prevendita. La biglietteria del Teatro di Mirano apre giovedì 30 novembre dalle 17:00 alle 19:00 e dalle ore 20:00 alle 21:00.

Per quanto riguarda i prezzi, l’ingresso è 18 euro (15 ridotto Over 65, under 26, cral aziendali e dipendenti del Comune di Mirano, soci ACLI e FAP; 10 euro studenti; 8 euro studenti in gruppo solo in prevendita in biglietteria, minimo tre persone).

La Stagione è promossa dal Comune di Mirano, in collaborazione con La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale, Circuito Teatrale Regionale Arteven, Regione del Veneto, Città Metropolitana di Venezia, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Commissione Pari Opportunità del Comune di Mirano. La stagione aderisce alla “Campagna 365 giorni NO” alla violenza contro le donne, e il cartellone dedicato alle famiglie aderisce a “Mirano città delle bambine e dei bambini”.

INFO > Ufficio Teatro
tel. 0414355536 – info@miranoteatro.it
teatrodimirano.wordpress.com
www.miranoteatro.it
www.arteven.it

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