IL MISANTROPO di Molière

Giovedì 20 febbraio il capolavoro di Molière nell’adattamento corale di Factory Compagnia Transadriatica
AL TEATRO DI MIRANO “IL MISANTROPO”, DALLA SOCIETÀ DEL RE SOLE ALL’IPOCRISIA DEL NOSTRO PRESENTE
Posti ancora disponibili  

(Mirano VE – 19.02.2020)  –  All’anagrafe si chiamava Jean-Baptiste Poquelin, ma si scelse un bellissimo nome d’arte e una biografia da star: non c’è dubbio che il capolavoro di Molière sia la sua vita. Ed è uno dei maggiori esiti della sua produzione che sta per sbarcare al Teatro di Mirano, nell’ adattamento della Compagnia Factory Transadriatica: “IL MISANTROPO” andrà in scena giovedì 20 febbraio (ore 21) all’interno della la rassegna di prosa “La Città a Teatro 2019–2020”.

Ci sono ancora posti disponibili.

Adattato da Francesco Niccolini per la regia di Tonio De Nitto, “IL MISANTROPO” è uno spettacolo corale che vede in scena un cast di otto interpreti: Sara Bevilacqua, Dario Cadei, Ilaria Carlucci, Ippolito Chiarello, Angela De Gaetano, Franco Ferrante, Luca Pastore, Fabio Tinella.

“Figlio di un umile tappezziere di Parigi – spiega Francesco Niccolini – Molière si innamora di un mestiere infame e di una compagnia di comici dell’arte italiani: con quel mestiere infame diventerà così famoso e amato che i suoi figli avranno il re di Francia come padrino al battesimo, ma così odiato che nessun medico, nessun prete, nessuno di nessuno vorrà intervenire quando starà tanto male da dover interrompere l’ultima replica de “Il malato immaginario” per morire a casa sua, senza cure e senza estrema unzione. Drammaturgo, commediografo e attore, casinaro, pasticcione, innamorato geloso, ipocondriaco, malinconico e nevrastenico, ma come nessun altro capace di dipingere la ferocia del suo e del nostro tempo. Capace di perdere tutte le battaglie, ma sempre a testa alta. Per quel poco che possa servire, camminare a testa alta, in un mondo in cui tutti – la testa – la tengono bassa, per leccar scarpe di piccoli viscidi feudatari o per mettere il milionesimo like sul loro telefonino. Dentro la sua sterminata (e un po’ invecchiata) produzione comica, “Il Misantropo” non ha paura dei secoli che passano, e che, pur con un livore comico strepitoso, assomiglia alla sua tragedia personale e – al tempo stesso – al nostro mondo contemporaneo, alla nostra misera Italietta marcia, putrefatta e vittima degli stessi nemici di Molière: ipocriti approfittatori nepotisti lobbisti, venduti comprati e corrotti. Una storia così tragica da diventar ridicola”.

“Dopo le esplorazioni shakespeariane ­– spiega Tonio De Nitto mi avvicino a Molière e provo a raccontare la società in cui viviamo che, stranamente, non sembra molto diversa da allora. Il Misantropo, quanto mai attuale, è un testo che dopo tanta civetteria, convenzioni e barocchismi dorati, arriva stretto come un nodo alla gola: sembra un quadro perfetto del momento che stiamo vivendo, nella disillusione verso un mondo non meritocratico, dove la soluzione è sempre nel compromesso e spesso nella totale evasione dalla legalità, dove la menzogna trova strade più facili e tollerabili della verità. Proseguo con “Il Misantropo” il mio personale racconto degli ultimi, siano essi bisbetici, anatroccoli o misantropi appunto: lo faccio con la compagnia d’attori con cui in questi anni abbiamo costruito assieme un percorso, con generosità, talento, rigore, utopie, disillusioni”.

“Il protagonista della storia, Alceste – prosegue Niccolini – è un uomo integro, di sicuro un po’ rigido: non vuole mentire e non vuole essere accomodante in cambio di favori e falsi complimenti dalla corte di nani e ballerine che lo circonda, e che vive di menzogne, spintarelle, amicizie di comodo, padrini, lobby e partiti. In questo mondo di falsi amici tutto è pubblica schermaglia, carezze avvelenate e coltellate nascoste sotto i sorrisi: ogni complimento ha un secondo fine e serve a ottenere qualcosa, che sia un favore da nulla, un posto di lavoro o un trattamento speciale al prossimo concorso. A mano a mano che sprofondiamo in questo universo, è evidente che siamo finiti molto vicini all’assurdo mondo di Joseph K. e del “Processo” di Kafka: anche qui il nostro povero stupido ingenuo autolesionista Alceste subisce un misterioso processo. E tutti lo avvertono, proprio come fanno con Joseph K.: se non interviene secondo le vigenti regole della giustizia, il processo lui lo perderà, anche se non ha commesso nulla. Ma non è la colpa, il problema: l’inaccettabile errore è non farsi amici i giudici, non frequentare le loro case, non sorridere prostrato e compiacente, non diventare parte del popolo adorante e falso. E dunque cosa può accadere al severo Alceste se non coprirsi di ridicolo e uscire tristemente sconfitto da ogni scontro? E purtroppo non c’è aggettivo più adeguato di ridicolo. Tutti ridono di lui, anche noi, perché la sua onestà non ha senso e porta con sé un peso totalmente inutile e ingiustificato, data la legalizzata falsità del tutto. Forse per questo Alceste mi piace tanto: don Chisciotte francese, spirito libero, capace di grande amore e di scelte difficili pur senza essere un uomo perfetto”.

Biglietti: 18 euro intero, 15 euro ridotto, 10 euro studenti, 8 euro studenti solo in prevendita in biglietteria (minimo 3 persone).
Riduzioni: over 65, under 26, cral aziendali, soci ACLI e FAP, dipendenti del Comune di Mirano. Per i diversamente abili anche l’accompagnatore avrà diritto al biglietto ridotto; si consiglia la prenotazione del posto.
I biglietti sono disponibili on line su www.vivaticket.it con diritto di prevendita oppure in biglietteria al Teatro di Mirano il martedì dalle 10 alle 12 e il giovedì dalle 16 alle 18; la sera di spettacolo la biglietteria apre alle ore 20.00.

La Stagione è promossa dal Comune di Mirano, in collaborazione con La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale, Circuito Teatrale Regionale Arteven, Regione del Veneto, Città Metropolitana di Venezia, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, Commissione Pari Opportunità del Comune di Mirano. La stagione aderisce alla “Campagna 365 giorni NO” alla violenza contro le donne, e il cartellone dedicato alle famiglie aderisce a “Mirano città delle bambine e dei bambini”.

INFO > Ufficio Teatro
tel. 0414355536 – info@miranoteatro.it
www.miranoteatro.it
http://www.arteven.it

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...